Animali

I rospi corrono un pericolo!

I giovani rospi dello Yosemite affrontano una sfida inattesa durante il loro primo inverno. Alcune ricerche suggeriscono che le infezioni causate da un fungo che colpisce gli anfibi — e che è molto diffuso — diventino decisamente più frequenti dopo che i rospi escono dai loro rifugi sotterranei in primavera.
I risultati mettono in luce una fase poco nota del ciclo vitale della specie e potrebbero aiutare i team di conservazione a migliorare la tutela di questi animali vulnerabili.

Un fungo che colpisce gli anfibi

Il fungo *Batrachochytrium dendrobatidis*, noto come Bd, infetta gli anfibi attraverso la loro pelle. Infezioni gravi possono interferire con funzioni corporee essenziali, tra cui la regolazione di acqua e sali, e possono causare malattie serie.
Il fungo Bd ha contribuito al declino delle popolazioni di anfibi in tutto il mondo. I rospi dello Yosemite destano particolare preoccupazione ai fini della conservazione, poiché occupano un areale limitato nella Sierra Nevada, in California, e sono classificati come specie minacciata. Questi rospi si riproducono in pozze poco profonde durante i mesi più caldi. Quando le temperature scendono, trovano rifugio nel sottosuolo ed entrano in brumazione, un periodo di ridotta attività che può durare diversi mesi.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

Tra il 2021 e il 2023, i ricercatori hanno studiato i rospi di Yosemite in sei diverse aree prative. Hanno raccolto oltre 1.800 campioni per esaminare le dinamiche dell'infezione nel corso delle stagioni e delle diverse fasi del ciclo vitale. Il team ha utilizzato delicati tamponi cutanei per rilevare la presenza del fungo Bd. Confrontando i rospi giovani – prima del loro primo letargo invernale – con quelli esaminati dopo il risveglio primaverile, i ricercatori hanno potuto valutare come i tassi di infezione variassero nel corso della stagione.
Prima dell'inverno, in media circa il 23 percento dei rospi giovani risultava positivo. Dopo l'inverno, la percentuale superava il 90 percento. Questo netto incremento è stato riscontrato in diverse località e nel corso di più anni.

Perché l'infezione potrebbe aumentare?

Gli scienziati stanno valutando diverse possibili spiegazioni. I rospi giovani potrebbero entrare nei loro rifugi con livelli di infezione bassi, difficili da rilevare. Durante il periodo di quiescenza, il fungo potrebbe moltiplicarsi, diventando più facile da individuare al momento del risveglio degli animali. Un'altra possibilità è che il fungo si diffonda tra i rospi che condividono i rifugi sotterranei. Lo stretto contatto durante i mesi invernali potrebbe contribuire ai tassi di infezione più elevati osservati in primavera.
Nessuna delle due spiegazioni è stata confermata. Studiare questi rifugi è complesso, poiché possono rimanere coperti di neve per lunghi periodi. I ricercatori devono inoltre comprendere in che modo i cambiamenti stagionali nell'attività e nelle risposte immunitarie dei rospi influenzino l'infezione. Ulteriori ricerche aiuteranno a stabilire se tale incremento sia dovuto principalmente a una maggiore rilevabilità delle infezioni, alla trasmissione tra gli animali o a una combinazione di fattori.

Cosa significano i risultati per la conservazione

I risultati potrebbero influenzare il modo in cui i team di conservazione gestiscono le popolazioni di rospo dello Yosemite. Un programma di reintroduzione, che vede la collaborazione tra lo zoo di San Francisco e il National Park Service, ha modificato il proprio approccio, orientandosi verso il rilascio di esemplari più maturi anziché di individui più giovani. Consentire ai rospi di crescere ulteriormente prima del rilascio richiede più tempo e maggiori risorse, ma potrebbe aiutarli a superare una fase di particolare vulnerabilità prima di tornare in natura.
La ricerca suggerisce che il letargo invernale rappresenti un periodo importante per comprendere le infezioni fungine nei giovani rospi di Yosemite. I tassi di infezione sono aumentati notevolmente dopo il loro primo inverno, sebbene le ragioni di tale dinamica rimangano incerte.
Studiando ciò che accade all'interno dei rifugi sotterranei e monitorando i giovani rospi nel corso dell'anno, i ricercatori possono ottenere informazioni preziose per future attività di conservazione. Comprendere questa fase nascosta potrebbe contribuire a migliorare gli sforzi volti a proteggere una specie minacciata e a favorirne la sopravvivenza a lungo termine.

I tuoi preferiti

Scegli un elenco da visualizzare