Piante

Darwin aveva ragione

Charles Darwin era affascinato dalle piante che si comportavano in modi sorprendentemente simili agli animali. Nel 1875, ipotizzò che alcune specie del genere Saxifraga potessero essere carnivore, poiché i loro peli appiccicosi sembravano capaci di intrappolare gli insetti.
Tuttavia, i suoi esperimenti non produssero prove sufficienti per dimostrare l’ipotesi. Ora, più di un secolo dopo, i ricercatori hanno confermato che almeno una specie cattura, digerisce e assorbe realmente le sostanze nutritive dagli insetti.
La scoperta è sorprendente non solo perché conferma una vecchia ipotesi di Darwin, ma anche perché suggerisce che il carnivorismo vegetale potrebbe essere più diffuso di quanto gli scienziati pensassero.

Una Pianta di Montagna con Trappole Appiccicose

La specie al centro dello studio è Saxifraga candelabrum, che cresce ad alta quota nelle montagne Hengduan, in Cina. Le piante adulte presentavano in media 71 insetti intrappolati sui peli appiccicosi che ricoprono i rami fiorali.
Le piante più giovani, che avevano meno rami, catturavano pochissimi insetti o nessuno. Questo schema suggeriva che i peli ghiandolari appiccicosi avessero una funzione più complessa della semplice protezione della pianta.
I ricercatori hanno quindi verificato se la pianta attirasse attivamente gli insetti. Alcune piante in fiore sono state racchiuse in contenitori di vetro, bloccando gli odori, mentre altre sono state coperte con una rete, limitando i segnali visivi. Gli esperimenti hanno indicato che l’odore svolgeva un ruolo importante nell’attirare le prede.

Non Intrappola Tutto

Uno dei risultati più interessanti è stato che la pianta sembrava evitare di catturare i suoi visitatori più utili. Gli insetti grandi, capaci di impollinare i fiori, venivano intrappolati raramente, mentre quelli più piccoli venivano catturati molto più spesso. Il coautore dello studio Hang Sun ha spiegato indirettamente che la pianta sembra concentrarsi sulle piccole prede, risparmiando in gran parte gli impollinatori più grandi.
Questo equilibrio è importante: una pianta carnivora ha comunque bisogno dell’impollinazione, quindi intrappolare ogni insetto rappresenterebbe un evidente svantaggio biologico.

Gli Scienziati Hanno Testato la Digestione

Catturare un insetto non è sufficiente per classificare una pianta come carnivora. Una vera pianta carnivora deve anche digerire l’animale e assorbirne le sostanze nutritive.
Le analisi chimiche hanno rilevato che S. candelabrum produce fosfatasi, un enzima utilizzato anche da altre piante carnivore per degradare le prede. I ricercatori hanno poi alimentato i moscerini della frutta con uno speciale isotopo dell’azoto prima di permettere alle piante di intrappolarli. Successivamente, i livelli di azoto sono aumentati all’interno di S. candelabrum. Lo stesso aumento non si è verificato nella pianta di controllo.
Questo ha fornito solide prove che la pianta non intrappolava semplicemente gli insetti per caso, ma ne assorbiva effettivamente le sostanze nutritive.

La Genetica Ha Aggiunto un Altro Indizio

Il team ha esaminato anche i geni della pianta. L’analisi ha mostrato somiglianze con geni presenti in altre piante carnivore conosciute. Sun ha osservato che queste prove genomiche rafforzano ulteriormente, in modo indipendente, l’ipotesi che S. candelabrum debba essere considerata una vera pianta carnivora.

L’Idea di Darwin Potrebbe Andare Oltre

Il botanico Doug Soltis, uno dei coautori dello studio, ha descritto la conferma della previsione di Darwin come particolarmente significativa. Ha inoltre suggerito che altre specie della stessa famiglia vegetale potrebbero rivelarsi carnivore, poiché molte possiedono peli appiccicosi simili.
Questa idea rimane un’ipotesi e richiederà ulteriori verifiche. Anche botanici esterni allo studio hanno sottolineato che scoperte di questo tipo dimostrano quanto ancora rimanga da conoscere sulle piante apparentemente familiari.
La lezione più ampia è che il carnivorismo potrebbe non essere limitato a specie famose come le dionee e le piante carnivore a forma di brocca. Alcuni fiori dall’aspetto comune potrebbero compiere silenziosamente qualcosa di molto più insolito, e gli scienziati stanno solo iniziando a scoprirlo.

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