Piante

La vita delle foreste

Cosa rende una foresta antica così preziosa dal punto di vista ecologico? La risposta va ben oltre il semplice numero di alberi o piante che vi crescono. Una nuova ricerca condotta nell'Italia meridionale suggerisce che la struttura della foresta svolga un ruolo particolarmente importante nel determinare quali specie vegetali possano sopravvivervi.
Uno studio pubblicato su *Ecology and Evolution* ha esaminato le foreste vetuste del Parco Nazionale del Pollino, rivelando come gli alberi di grandi dimensioni, le chiome complesse e il legno in decomposizione contribuiscano a creare comunità vegetali peculiari.

Alla scoperta delle antiche foreste italiane

I ricercatori hanno esaminato nove potenziali siti di foresta vetusta nell'Appennino meridionale, spaziando dai boschi mediterranei alle faggete d'alta quota. L'analisi finale ha riguardato 142 aree di campionamento distribuite su otto siti.
Il team ha rilevato la presenza di alberi vivi e vegetazione giovane, ha analizzato le caratteristiche della copertura arborea (canopia), il legno a terra e i diversi stadi di decomposizione del legno. Sono state inoltre identificate le piante vascolari ed esaminate le caratteristiche del terreno, ricavando 24 parametri descrittivi della struttura forestale.
Per analizzare tali relazioni, gli scienziati hanno elaborato un Indice di Eterogeneità Strutturale e impiegato diverse tecniche statistiche per distinguere l'influenza dell'architettura forestale da quella della topografia.

L'importanza della struttura forestale

I risultati hanno evidenziato che la complessità interna della foresta è più strettamente correlata alle comunità vegetali presenti che non alle sole caratteristiche del terreno circostante.
La topografia spiegava circa il 18,8% della variazione nella struttura forestale. Considerando la composizione vegetale, la struttura forestale determinava autonomamente il 23,5% della variazione, contro il 12,8% attribuibile alla topografia; un ulteriore 31,3% risultava associato congiuntamente a entrambi i fattori.
Alberi di grandi dimensioni, densità della copertura arborea, diversità delle specie arboree e presenza di legno in decomposizione sono emersi come elementi di particolare rilevanza.
Nel loro insieme, queste caratteristiche determinano livelli differenti di ombra, umidità e superfici disponibili per la crescita. Tale diversità consente la coesistenza, all'interno dello stesso bosco, di piante con esigenze ambientali anche molto diverse tra loro.

Una maggiore varietà di specie non sempre è sinonimo di foreste più sane

Nelle aree di campionamento, i ricercatori hanno censito 153 taxa di piante vascolari. L'indagine ha raggiunto una copertura di campionamento del 98,65%, a fronte di una ricchezza totale stimata di circa 170 taxa.
Tuttavia, il numero di specie offriva solo un quadro parziale della situazione.
Le faggete d'alta quota ospitavano piante montane caratteristiche, incluse specie tipiche degli ambienti più freschi delle zone elevate dell'Europa meridionale. Le foreste miste, invece, accoglievano comunità diverse, adattate a condizioni climatiche più calde.
È interessante notare come le foreste soggette a ripetuti disturbi ospitassero talvolta un numero maggiore di specie vegetali rispetto ai boschi rimasti relativamente intatti. Tuttavia, tali comunità presentavano spesso una proporzione più elevata di piante diffuse, tipiche di ambienti ricchi di nutrienti.

Proteggere un intero ecosistema

Danilo Travascia dell'Università della Basilicata, responsabile della ricerca, ha spiegato che l'analisi di molteplici caratteristiche forestali ha permesso al team di distinguere l'influenza della struttura del bosco da quella delle condizioni topografiche.
Nicodemo G. Passalacqua dell'Università della Calabria ha sottolineato che le strategie di conservazione dovrebbero prendere in considerazione l'identità delle specie vegetali, anziché concentrarsi esclusivamente sul loro numero complessivo.
Gli alberi secolari, le chiome stratificate e il legno in decomposizione contribuiscono a preservare habitat specializzati che rischiano di scomparire quando le foreste sono soggette a ripetuti disturbi.

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